Antropologia teologica - 2

Rigenerati per un’eredità che non si corrompe – Acquista qui

«Dio si rivela e nulla può restare fermo». Con queste parole, nell’omelia dell’Epifania, Papa Leone XIV ha richiamato la forza dirompente dell’Incarnazione: quando Dio entra nella storia, ogni rassegnazione è smentita, ogni immobilità è scossa, ogni malinconico “non c’è niente di nuovo sotto il sole” è superato dalla luce che viene dall’alto. «Alzati, rivestiti di luce» (Is 60,1): è l’annuncio che apre il presente e dischiude il futuro.
Questo secondo volume del Manuale di Antropologia Teologica si colloca dentro questa luce. Dopo aver esplorato, nel primo tomo, l’identità dell’uomo nel progetto creativo di Dio, qui l’indagine si addentra nel cuore del mistero salvifico: la grazia. Non come concetto astratto, ma come dono vivo che interpella la libertà, come comunione offerta, come forza capace di sanare la frattura del peccato e di ricomporre l’unità dell’essere umano.
Che cosa significa essere salvati? È possibile pensare la libertà senza grazia? Il male ha l’ultima parola sulla storia?
Affrontando i grandi temi dello stato originale, del peccato, della giustificazione e dell’escatologia, il volume mostra che non esistono due storie — una della creazione e una della redenzione — ma un unico disegno di amore che attraversa tutto ciò che esiste e lo conduce al compimento.
In un tempo in cui le domande sull’origine, sulla colpa, sul destino e sulla speranza tornano a farsi urgenti, l’antropologia teologica si rivela non come discorso riservato agli specialisti, ma come sguardo capace di illuminare l’esperienza umana nella sua interezza.

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